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Corte di Sighemar Corte di Sighemar

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Sighemar poi Sigemario, è un nome di origine germanica, non longobardo ma franco, presente in Lombardia.
Già dal IX° secolo in Pavia esisteva un Monastero “de Sigemario”, ma solo alla fine del XII° secolo, e precisamente il 2 ottobre 1099, il nostro signore Sighemar acquista beni terrieri dall’Abbazia di San Maiolo in Pavia e diventa proprietario delle terre a cui darà il suo nome, ancora attuale, di Siccomario,
territorio che dal Ticino arriva sino al Po. 

Il leopardo che appare nello stemma fa riferimento alla discendenza Sveva di Sighemar, infatti nella dinastia Hoehnstaufen (cui apparteneva anche Federico I° detto il Barbarossa) lo stemma riporta tre leopardi neri in campo giallo.

Dopo gli Svevi, al termine del XII° e con l’inizio del XIII° secolo, in queste terre si afferma la dinastia Beccaria, anch’essa di origine germanica ma Longobarda.
Provenienti dai contadi dell’Oltre Po, si stabilirono in Pavia nella zona chiamata “Contrada delle Beccherie” attuale via Beccaria. 
Il nome pare provenga dal longobardo Behhari (in longobardo la "h" si pronuncia come la "c") che stava ad indicare una speciale coppa in uso presso quelle genti, utilizzata esclusivamente da alti ministri e persone di alto rango.

Il loro territorio era diviso in tredici signorie: copriva parte di Pavia, tutto il Siccomario e l’Oltre Po Pavese. Il loro stemma infatti, riporta tredici colline rosse in campo giallo.

Le tre colline che appaiono nello stemma fan riferimento a tre signorie poste nel Siccomario: Mezzano Siccomario, Gropello Cairoli e Zerbolò, (quest’ultime due al confine con le province Lomelline) in cui possiamo ammirare ancora oggi i loro castelli.