Annibale e i Celti Alpini
Annibale e i Celti Alpini
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Annibale e i Celti Alpini

Annibale e i Celti Alpini

Prezzo
€ 30,00

I Celti nel Piemonte nord occidentale
Le guide alpine

Un trattato storico sul passaggio di Annibale dalle Alpi Graie guidato dalle guide celtiche.
Analisi della realtà culturale dal Neolitico ai Celti nel Piemonte nord occidentale.

Produttore:
All Graphic Work snc
Disponibilità:
Disponibile
Quantità d'ordine minima
1
Lunghezza:
16 mm
Lunghezza:
24 mm
Altezza:
3 mm
EAN:
9788890501838

Quando Annibale decise la sua impresa bellica, sapeva e conosceva bene la realtà a cui sarebbe andato incontro poiché quello che stava programmando lo aveva fortemente voluto ed era sicuro dell’alleanza o dell’inimicizia dei popoli che avrebbe incontrato sulla sua strada. Noi, moderni, padroni del mondo e dello spazio, fatichiamo ad immaginare e comprendere che altre genti fossero intelligenti come noi ma vivessero in altri tempi; tempi in cui il benessere tecnologico moderno non esisteva e quindi, secondo noi, un’esistenza di privazioni, barbarie, ignoranza e priva dei confort così ricercati ed irrinunciabili nella nostra era. Noi li vediamo solo come esseri a noi inferiori, con usanze barbare, abitudini di vita inconcepibili per il nostro tempo.
Accettiamo i grandi uomini del passato, le loro gesta, la loro vita, senza ricordarci che quei grandi uomini hanno causato la morte di un altissimo numero di loro nemici solo per brama di potere. I migliori di loro si sono fermati davanti allo sterminio di intere civiltà, altri, i più grandi, i più studiati e conosciuti non si sono preoccupati se dopo il loro passaggio non rimanesse altro che il deserto. Giulio Cesare nell’assedio di Alesia lasciò morire di fame e sete le donne ed i bambini.
Annibale fu crudele, guercio per una ferita in battaglia, avido di ricchezze, come tutti gli altri condottieri e sleale verso i suoi stessi alleati. E’ricordato per quelle che sono le sue imprese guerresche, come Napoleone o Alessandro Magno. Fu un uomo senza amore, sposa Imilce, principessa iberica, da cui ha un bambino e che poi abbandona per il suo sogno di conquiste e vendette, ma noi lo studiamo come genio militare.
Annibale, colui capace di prevenire le mosse avversarie e lasciare dietro di sè uno sterminato cimitero, lo ricordiamo per la sua audacia e non badiamo se ha dormito sulla terra come i suoi soldati. Una differenza c’è però rispetto a Cesare o Napoleone, egli non ha lasciato monumenti che parlassero di sé, impegnato com’era a combattere non si fermò mai. Tutto quello che sappiamo è scritto su dei libri compilati da uno storico greco-romano che forse lo disprezzava ma che doveva riconoscere la sua grandezza come condottiero. Nel nostro caso, nel Piemonte nord occidentale, la presenza di abitanti sul territorio si perde nel tempo ed anche noi dobbiamo essere fieri dei nostri progenitori e mai pensare che solo in altre plaghe la vita abbia potuto essere vissuta con importanza e decoro. Questo libro, documentando il passaggio di Annibale dal colle Autaret, esalta la sua impresa che mai avrebbe potuto svolgersi senza l’aiuto determinante delle guide alpine galliche che comunque avevano vivissimo il sentimento primario della libertà, tanto da allearsi con colui che speravano avrebbe annientato i futuri colonizzatori delle loro Alpi. Non solo, ma intendiamo ricordare quelle genti contrapponendo e paragonando i nostri reperti storici con quelli che si trovano nei musei europei.
Le nostre genti erano importanti, siamo noi, oggi che non le conosciamo, non vogliamo conoscerle e pensiamo che mai siano esistite.

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